La stanchezza nasce quando smetti di stare in pace

Mi siedo e penso, mi sento stanca e mi rendo conto che ci sono stanchezze che non nascono dal troppo lavoro.

Nascono dal troppo controllo.

Dal vivere per anni dentro dinamiche dove ogni parola pesa, ogni silenzio parla, ogni sorriso può nascondere qualcosa.

E allora il problema non diventa più il ruolo.

Nemmeno il potere.

Diventa la fatica di restare umani dentro relazioni consumate dalla mera convenienza.

Negli anni ho imparato una cosa semplice, io non sono ciò che faccio. Faccio perché sono. Faccio ciò che sono.

Peraltro, i ruoli passano, le persone cambiano.

Anche le stagioni politiche finiscono.

Col passare del tempo ho visto persone sedersi allo stesso tavolo di un bar per anni e diventare estranee nel giro di una votazione.

Quello che resta davvero è la capacità di guardarsi allo specchio senza sentirsi svuotati riconoscendosi ancora.

Forse è per questo che oggi non mi spaventa perdere una posizione.

Mi interroga molto di più la difficoltà di riconoscere chi resta autentico anche quando attorno non c’è più nulla da ottenere.

Viviamo situazioni che lentamente ti abituano all’allerta continua.

Ti insegnano a leggere ogni movimento, a prevedere le tensioni, a difenderti prima ancora che qualcosa accada davvero.

All’inizio la chiami lucidità, solo poi scopri che era sopravvivenza.

E il corpo presenta il conto.

Alle cinque del mattino quando ti svegli di soprassalto. Nei silenzi.

In quella stanchezza che non passa nemmeno quando ti fermi.

A volte serve il coraggio di fare una domanda diversa.

Non più: “chi è davvero dalla mia parte?”

Ma: “chi mi fa stare in pace?”

Saper riconoscere che esistono persone che portano rumore anche quando sorridono ed esistono persone che, semplicemente, ti fanno respirare meglio.

Forse crescere significa anche questo? Smettere di rincorrere conferme continue e iniziare a proteggere la propria energia.

Senza rabbia o cinismo, bensì con lucidità.

Io continuo a credere nelle persone.

Continuo a credere nella comunità, nei legami sinceri, nella bellezza delle cose costruite insieme.

Ma oggi so che non tutto merita accesso alla mente, al tempo, al cuore.

Oggi non voglio più ambienti dove dovermi difendere continuamente. Voglio luoghi dove poter restare me stessa.

Sono convinta che alcune rinascite iniziano proprio così, senza rumore… in silenzio.

stanchezza

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