Monza. Assalto al nostro gazebo

Chiamata di A.N.P.I. una pagina nera per la democrazia e la libertà di pensiero.

Oggi a Monza si è consumato per mano “di iscritti, simpatizzanti, forze politiche e Associazioni che si ritrovano nei VALORI della RESISTENZA” l’ennesimo atto vandalico.

Sono a conoscenza di una mail da parte di A.N.P.I. Arcore del 16 febbraio, dove chiaramente si chiama alla partecipazione per un presidio al Re de Sass, Piazza Citterio a Monza.

Il presidio doveva essere una contromanifestazione all’evento in commemorazione per i martiri delle foibe tenuta da forze di destra.

Nel tragitto una compagine antifascista e democratica che si è trovata a passare davanti al gazebo dei nostri ragazzi dell’MGP che stavano facendo presidio per il tesseramento 2017.

Al gazebo erano presenti le ragazze e i ragazzi che si davano il cambio per il pranzo.


I baldi giovani di sinistra hanno pensato bene di distruggere il gazebo, sputare addosso alle persone presenti, inveire contro di loro.

Una vera dimostrazione di coraggio, democrazia, intelligenza e antifascismo.
Un onore per chi si fregia dell’appartenenza ad A.N.P.I. e di possederne la tessera.

“Io so dove sono le mie radici e le rivendico ogni momento. Sono ben salde, ancorate in quello straordinario movimento di popolo che ha combattuto per la liberazione dell’ Italia dal giogo nazifascista che si chiama Resistenza. La mia tessera Anpi sta lì, salda.” Così si esprimeva una decina di giorni fa il sindaco di Arcore.

Oggi credo che difronte a questa barbarie di salda ci sia solo la consapevolezza che la democrazia è ben lontana.
Complimenti all’A.N.P.I.

Monza 18-02-2017

Dopo aver visto il filmato dell’aggressione subita da ragazzi dell’MGP da parte di soggetti dei Centri A-Sociali, rimango turbata. Come donna e madre, ritenendomi femminista convinta, ho cresciuto mio figlio nel rispetto della figura femminile.
Costoro hanno sicuramente madri che indossano cappellini fuxia o che il 25 novembre s’indignano per la violenza che le donne subiscono.
Personalmente mi dissocio da simili manifestazioni esteriori.
Ecco, mi chiedo in quanto madri, che lavoro educativo hanno fatto sui loro figli per crescerli così violenti?

Solidarietà ai giovani dell’MGP di Monza e soprattutto a Laura Capra e Francesca Micale

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